Fotoriproduzione

Fotoriproduzione

Ai sensi della normativa vigente (L. 4 agosto 2017, n. 124, Art. 1, comma 171, che modifica in parte l’art. 108 D. Lgs. 42/2004) sono libere le riproduzioni di beni archivistici per le sole attività di studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero o espressione creativa, promozione della conoscenza del patrimonio culturale, svolte senza scopo di lucro. Sono esclusi dalla libera riproduzione:

  • i beni archivistici sottoposti a restrizioni di consultabilità (artt. 122-127 D. Lgs. 42/2004);
  • il materiale che, a giudizio del funzionario archivista, sia in condizioni di conservazione non soddisfacente o che possa essere danneggiato da ripetute riproduzioni, nonché il materiale di particolare rarità e antichità e/o che presenti fragilità o corruzione del supporto;
  • il materiale di cui l'Istituto possiede riproduzioni;
  • gli inventari non editi e le tesi di laurea.

 

La libera riproduzione di documenti archivistici ordinariamente consultabili in originale presso la sala studio deve essere realizzata ESCLUSIVAMENTE con modalità che non comportino alcun contatto fisico con il bene, né l'uso del flash o altre fonti luminose, né l'uso di stativi o treppiedi. È altresì libera la divulgazione con qualsiasi mezzo delle immagini di beni archivistici, legittimamente acquisite, in modo da non poter essere ulteriormente riprodotte a scopo di lucro.

La libera riproduzione si attua tramite l’accettazione delle indicazioni dell’Archivio, compilando e firmando la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (art. 47 DPR 445/2000) predisposta dall'Istituto; sul verso l'utente dovrà di volta in volta annotare la segnatura dei pezzi riprodotti per motivi di studio.

Non possono considerarsi eseguite a uso di studio o personale le riproduzioni effettuate da liberi professionisti che svolgano le ricerche su incarico professionale: questi casi rientrano nella tipologia di riproduzioni a scopo di lucro e pertanto non sono esenti dal pagamento del canone dovuto, secondo il tariffario dell'Istituto.

Attualmente l’Archivio di Stato non dispone di un laboratorio di fotoriproduzione. Le richieste di riproduzioni da remoto non possono pertanto essere evase, a meno che non siano relative a materiale di cui l’Archivio possiede le riproduzioni. È possibile tuttavia effettuare riproduzioni con proprio fotografo professionale, previa richiesta autorizzata dalla Direzione; al fine di ottenere l'autorizzazione dovrà essere indicato il nome del fotografo.

Il materiale archivistico non può essere fotocopiato, ma solo riprodotto digitalmente.

Il materiale bibliografico può essere fotocopiato nel rispetto della vigente normativa sul diritto d'autore, ovvero per uso personale e nel limite del 15% del volume; in ogni caso si effettuano al massimo 25 fotocopie al giorno per utente. Il costo delle fotocopie è indicato nel tariffario dell'Istituto.

Pubblicazione di immagini

In base alla vigente normativa, è libera la divulgazione delle immagini realizzate per gli scopi e con le modalità di cui sopra in prodotti editoriali che non abbiano finalità di lucro (per es. riviste scientifiche, edizioni con tiratura inferiore alle 2000 copie e con prezzo di copertina inferiore a euro 70) e in modo da non consentirne l'ulteriore riproducibilità. In tal caso non è più necessario richiedere l'autorizzazione all'Archivio, ma è sufficiente comunicare per scritto (anche per via telematica, all’indirizzo as-pt@beniculturali.it) il proposito di pubblicazione, indicando la sede editoriale. Permane l'obbligo di citare i documenti con la corretta segnatura, nonché di consegnare all'Archivio una copia analogica o digitale dell’elaborato (che si aggiunge alla copia prevista nella domanda di ammissione) e, a richiesta dell'Istituto, una copia della riproduzione.

Le pubblicazioni di immagini professionali (realizzate con flash, stativi etc) per scopi editoriali e di lucro, in prodotti editoriali con tiratura superiore alle 2000 copie e con prezzo di copertina superiore a euro 70 devono essere autorizzate dalla Direzione, effettuate in sede e sono regolate dal tariffario dell'Istituto. Lo stesso vale per le pubblicazioni di immagini a scopo commerciale in prodotti non editoriali.

In ogni caso occorre citare la fonte del documento riprodotto.